Il paese di
Petrignano d'Assisi dista 8 km dalla serafica cittadella, sulla destra del
fiume Chiascio, "che discende / del colle eletto del beato
Ubaldo". Quando più violenta era la lotta tra Assisi e Perugia, qui
venne edificato, probabilmente verso il XIV sec., uno dei castelli del
contado assisano, baluardo di difesa nel punto nevralgico del passaggio di
pellegrini ed eserciti.
A sei secoli di distanza, il castello medievale comunica ancora una
profonda forza spirituale; dal 1978, l'inventiva dei petrignanesi ha
saputo sostituire il ricordo di lontane vicende d'armi, con la
rievocazione di un messaggio di pace. L'antica struttura si è rivelata da
subito lo sfondo ideale per una ricostruzione storico-religiosa della
Natività. L'iniziativa è tra le prime della regione Umbria e certamente
la prima nel territorio assisano. Nelle date delle festività natalizie,
al calare del sole, il torrione, gli interni del castello con porte, archi
e volte ben conservati, i vicoli, gli angoli caratteristici sono avvolti
in un'atmosfera mistica, magica. Chiamata a raccolta la comunità
ricostruisce l'ambiente ebraico di 2000 anni fa e tra giochi di luci ed
ombre si disloca nel castello e lungo il fiume, ravvivando anche i vicoli
e gli angoli di solito più nascosti.
Già tredici anni fa, a seguito del terremoto del 1984, la
rappresentazione del Presepe Vivente vide come sfondo gli archi, i fondi e
i viottoli di via Croce, una delle zone più vecchie del paese. La
voglia dei petrignanesi di non cedere la tradizione alle fatalità
naturali, la tenacia nel mantener vivo un appuntamento significativo,
venne premiata con il successo della manifestazione. Dall'edizione
'97-'98 a causa dell'inagibilità del Castello dovuta al terremoto il
Presepe viene rappresentato lungo la via Croce.
Ciò che distingue il Presepe Vivente di Petrignano è la sua finalità
benefica. Il Natale vero, infatti, è soprattutto quello di chi ha bisogno
e ha diritto all'aiuto di chi può, ricordando che non c'è solo la
tradizione e che è necessario dare un senso concreto ai buoni sentimenti.
Sfruttando al meglio la poesia, l'emozione religiosa e il romanticismo, in
nome della carità e dell'amore cristiano, ogni anno il ricavato del
Presepe è devoluto in beneficenza, così che il paese può mostrare la sua
solidarietà a realtà come l'Unicef, la Caritas, l'Istituto Serafico di
Assisi per Ciechi e Sordomuti, l'Istituto Don Guanella, la Comunità di
tossicodipendenti di Spoleto, il Comitato "Daniele Chianelli" per la
ricerca e la cura delle Leucemie e Tumori dei bambini, il paese di Molina
(Nocera Umbra), colpito dal terremoto, e tante altre.
La realizzazione del Presepe coinvolge tutti, ciascuno mette a
disposizione la propria esperienza e il proprio lavoro: dai giovani che da
novembre trascorrono i pomeriggi a costruire e montare le scene, agli
artigiani, alle donne che realizzano i costumi dei figuranti. Idee ed
iniziative di tutti permettono ad ogni edizione di migliorarsi, aumentare
il numero dei personaggi, curare l'ambientazione affinché sia sempre più
idonea al periodo storico rappresentato, in modo da incuriosire e
soddisfare i visitatori, ma anche per trasmettere loro l'universale
messaggio umano e cristiano sempre attuale.
** Il presepe vivente, già di per sé una delle tradizioni più
suggestive, assume un valore ancor più profondo riuscendo a combinare
religiosità, sentimento, atmosfera e solidarietà, risultando non solo una
semplice ricorrenza, ma anche un'occasione di riscoperta dei migliori
valori umani. Lo scopo è rappresentare il Natale vero, le sue immagini e
il suo messaggio, attraverso un'opera che impegna la comunità per giorni e
giorni.**
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